Enigma Rosberg

 

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La paura o l’inganno, il calcolo o l’errore? L’immagine di Nico Rosberg uscita dal Gp d’Italia è almeno doppia. Nico ha subito la personalità di Hamilton e ha sbagliato per nervosismo, per troppa emozione, perché nonostante gli ormai parecchi anni passati nel Circus rimane un driver incompiuto? Oppure è un furbetto germanico, uno che dietro la sua baby face nasconde una mente machiavellica? In fondo Nico è un buon pokerista, al tavolo verde sa come si organizza un bluff vincente. In pista però i rischi sono decisamente diversi. Per Toto Wolff l’unica verità è che Rosberg è mentalmente “molto forte”, e che ha tutte le qualità per diventare campione del mondo.

«Se vuoi arrivare a quel traguardo – sostiene il team principal della Mercedes – devi essere capace di superare gli alti e bassi che inevitabilmente si attraversano in carriera. Lewis ne ha avuti parecchi, e ne è sempre uscito, a Nico è capitato a Silverstone, e anche lui ha dimostrato di poter recuperare. Tutti e due hanno le qualità per dare il meglio di se stessi settimana dopo settimana». Per la prima parte della stagione i due compagni-rivali si sono passati il ruolo di dominatore e soccombente, di vincitore e di deluso. «Fino a Spa, quando uno aveva una settimana no, l’altro recuperava, ma in seguito nessuno ha attraversato momenti veramente negativi. E sono impressionato da Lewis: ha passato dei weekend davvero terribili, ma alla gara successiva si presentava sempre con il sorriso. E’ sempre di buon umore, e questo è molto importante». Ora tocca a Rosberg dimostrare che tutte le polemiche sollevate a Monza dal suo doppio errore che ha aperto la strada al successo di Hamilton sono ormai dietro alle sue spalle.

«Anche se non è andata come speravo – ha detto Nico – ci sono comunque un sacco di cose positive che ho ricavato da Monza. Ancora una volta le frecce d’argento si sono rivelate le più veloci in assoluto, e credo che continuerà ad essere così fino alla fine della stagione. E poi ora c’è Singapore, uno dei grandi appuntamenti della stagione. Lì c’è un’atmosfera incredibile, tutta la città partecipa alla settimana del Grand Premio, è quasi surreale, e lo consiglio a chi ama le corse. Poi a Singapore ho ottenuto il mio secondo podio in F.1, nel 2008 e a me in genere piacciono i circuiti molto stretti, quindi sono convinto che questa volta per me andrà meglio che a Monza». Se davvero a Monza Rosberg ha dovuto pagare lo scotto dell’incidente di Spa, in Oriente sarà libero di correre senza zavorre mentali. Se invece è vero, come lui stesso ha ammesso, che la rimonta di Hamilton a Monza lo ha innervosito, contribuendo agli errori, dovrà dimostrare che le parole di Wolff sono vere. Che può reggere la sfida psicologica, oltre che tecnica, con Lewis.

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