Errani e Giorgi, Formica e Cicala

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Sara Errani contro Càmila Giorgi, ovvero il derby che (a New York) non ci sarà. Le due azzurre al primo turno avevano avversarie diverse e diversamente pericolose – il furetto Flipkens, semifinalista a Wimbledon due anni fa per Sara, la ultratrentenne qualificata australiana Rodionova per Camila -, due ostacoli non impossibili da superare per apparecchiare un succoso derby italiano al secondo turno degli Open. Progetto sfumato per colpa di Camila, la ragazza dal tennis no-limits che odia la tattica (e spesso le righe del campo). Nel 2013 proprio a Flushing Meadows la Giorgi conquistò il pubblico di New York, che stravede per gli “underdog” di carattere, schiantando Caroline Wozniacki e guadagnandosi gli ottavi. Impresa ripetuta a New Haven la settimana scorsa dove oltre alla ex-fidanzata di Rory McIlroy Camila ha stesso anche una giovane rampante come Garbine Muguruza, salvo poi incepparsi in semifinale contro la Rybarikova. Agli Us Open è arrivata da n.31 del mondo, quarta azzurra nel ranking a un passo da Roberta Vinci, e da lei ci si aspettava un torneo scintillante. Invece, come spesso le capita quando invece che un match di cartello su un campo prestigioso le tocca una partita rognosa, da vincere sfoderando umiltà, magari anche giocando male ma portando a casa il risultato, Càmila si è fatta buttare fuori dal torneo dall’australiana d’importazione Anastasia Rodionova, n.221 del mondo. Càmila aveva un dolore al piede ma il primo set lo ha comunque vinto 6-1 mentre gli altri due in buona parte li ha regalati alla riconoscente avversaria. E ora pagherà caro (in termini di punti) il passo falso.

Insomma l’esatto contrario di quello che ha fatto Sara Errani, che scesa in campo contro la Flipkens in una serata umida, infestata di moscerini e disturbata dalla cerimonia di inaugurazione sul centrale, dopo un primo set vinto facilmente ha saputo tener testa alla belga nel secondo. La Flipkens si è trovata anche a servire sul 5-2 ma Sara, tignosa come un terzino d’altri tempi, non ha mai mollato la presa, le si è attaccata come carta moschicida. Attaccando quando doveva ma accontentandosi anche di contenere, parare, è risalita caparbiamente lungo il match infilando una serie di 5 game consecutivi, senza farsi distrarre da niente e da nessuno, e mandando in crisi la Flipkens. Del resto Sara è una tennista che ha vinto tante partite che (sulla carta) avrebbe dovuto perdere, mentre Càmila per ora ne ha perse molte che avrebbe potuto portarsi a casa. Peccato, per il derby sfumato. Speriamo di vederlo in un prossimo futuro, con la Errani sempre Formichina Atomica, e Càmila un po’ meno cicala.         

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