Federer, 33 anni da re

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I trentatrè anni sono sempre un’età difficile per gli unti del signore – ne sa qualcosa Fernando Alonso che li ha appena festeggiati – ma Roger Federer, bisogna ammetterlo, ci sta arrivando divinamente (da Il Corriere dello Sport) . Martedì ha debuttato in scioltezza a Toronto rifilando un 6-0 6-2 a Peter Polansky e oggi si godrà l’affetto di tutto il mondo del tennis spegnendo le candeline su una torta davvero ricca. Come marito felice e padre di quattro gemelli non potrebbe essere più soddisfatto, il Genio; come atleta, messo in archivio il mal di schiena dello scorso anno, è in forma strepitosa. E come tennista il bilancio è veloce da fare: 17 Slam vinti, di cui 7 a Wimbledon, 79 titoli Atp in bacheca, un record di 302 settimane passate da numero 1 del mondo. In soli montepremi in carriera ha incassato 83.102.704 dollari (circa 57 milioni di euro) e secondo ‘Forbes’ insieme all’altro vecchione Tiger Woods (38 anni) è sempre lui, SuperRog, l’atleta più “redditizio” del pianeta. Il suo valore commerciale si aggira attorno ai 46 milioni di dollari all’anno, una sciocchezzuola. Più di Cristiano Ronaldo e di Messi, più di Usain Bolt, Kobe Bryant e LeBron James.

Negli ultimi due anni, è vero, abbiamo storto il naso davanti a qualche suo passo falso – vedi i flop con Stakhovsky l’anno scorso a Wimbledon, o con Brands e Delbonis in Germania. A luglio in molti si sono depressi per la sconfitta al quinto set contro il fenomenale Djokovic ai Championships, e in fondo finora nel 2014 Sua Fluidità, il tennista più elegante di sempre, per molti anche il più forte, ha vinto solo due tornei, Dubai e Halle. I suoi fan più morbosi soffrono tremendamente a vederlo perdere e per questo qualcuno si è spinto a consigliargli di lasciar perdere, di ritirarsi in gloria. Ma onestamente si fatica a comprendere perché dovrebbe farlo. Le statistiche, è vero, spiegano che dopo i 33 anni vincere uno Slam è quasi impossibile, ma proprio a Wimbledon Federer ha dimostrato che con un pizzico di fortuna il suo tennis fatato e i suoi muscoli di seta possono ancora alimentare il sogno. Le motivazioni e i traguardi alternativi al 18esimo Slam – una vittoria in Coppa Davis che quest’anno sembra a portata di mano, l’oro olimpico in singolare da inseguire a Rio 2016 – di certo non gli mancano. Chiedere a un numero 3 del mondo di mollare per questioni di immagine («ormai non vince più») è sinceramente grottesco. E poi ci sono gli sponsor: stando alle stime degli esperti in contratti la Moet&Chandon e Credit Suisse gli appoggiano sul conto corrente rispettivamente 30 e 20 milioni di euro (spalmati su 5 e 10 anni), la Nike addirittura 100 per 10 anni, la Rolex 15 (per 10 anni), la Jura (caffè) 16 per 7 anni. Poi ci sono Gillette (3 milioni l’anno) e Wilson, che gli ha appena disegnato in mano la nuova racchetta, la RF97 Autograph (2 milioni all’anno) mentre sono sconosciuti, ma sicuramente munifici, i contributi di Mercedes Benz, Lindt e National Suisse. Solo la tournée sudamericana dello scorso dicembre gli ha fruttato 14 milioni di dollari per sei match in tre diverse città – soldi che Roger gira in parte alla sua fondazione a favore dei ragazzi meno fortunati – e del resto un futuro da manager se l’è già progettato fondando insieme al suo storico agente Tony Godsick una società di management che fra l’altro rappresenta il suo giovane “clone” bulgaro Grigor Dimitrov. Che dite: meglio smettere?

«La risposta è no», ha confermato Federer recentemente. «I figli oggi sono la mia priorità, però mi diverto ancora a giocare a tennis. A mia moglie piace viaggiare con me, i gemelli non ci fanno caso e poi girare il mondo è positivo per la loro educazione. Io conto di continuare ancora a lungo, ma chi può dire cosa succederà tra uno, tre o cinque anni? Vorrei anch’io sapere quando mi ritirerò, ma non è così, di certo vivo una bella vita e spero di poter giocare ancora tanto». Parole molto sagge. Se volete festeggiarlo anche voi potete inviargli un messaggio attraverso gli hashtag #Atp e #Roger 33: l’Atp glieli sottoporrà tutti e sarà Federer in persona a scegliere il più originale. Lunga vita (tennistica), caro Roger. E Happy Birthday, mister Tennis.

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