La Ferrari cambia strada

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La notizia che sapevano è che la Ferrari a pezzi, quella che è arrivata da Silverstone è che per fortuna Raikkonen da quei pezzi è uscito vivo (da Italiaracing). Un botto tremendo – da 47 G, che detti così sembrano tanti, magari anche troppi visto che Kimi ha rimediato solo un’ammaccatura alle caviglie e a quanto pare parteciperà al prossimo Gp…– dopo una partenza finalmente convincente. Tentava di risalire la griglia dalla ventesima posizione, ha allargato fuori dalla pista mentre accelerava ai 190 all’ora sul Wellingron Straight, è esploso letteralmente su un dosso erboso mentre tentava di rientrare ed è rimbalzato in pista centrando – chi se no? – il povero Felipe “Calimero” Massa, mentre Kobayashi l’ha sfangata per un pelo. Un’ora di interruzione, Kimi all’ospedale e l’impressione che a Silverstone alla Rossa in gara potesse andare anche peggio che in qualifica. A rialzare un po’ il morale ci ha pensato la gara di Alonso, bella e disperata, luminosa e insieme oscura: sesto alla fine, dopo una battaglia epica contro Sebastian Vettel, sia in pista, sia via radio, sia nelle dichiarazioni del dopo gara. Luminosa per lo spettacolo d’altri tempi che hanno dato i due cavalli di razza, specie Alonso che ha resistito fino all’impossibile (e anche oltre) con una F14T decisamente non all’altezza della Red Bull del rivale. Ma deprimente e oscura, aleno per i ferraristi, viste le parole con cui Nando l’ha accompagnata. «E’ stata una battaglia bella per la F.1 e per gli sponsor, ma mentre combattevo sapevo che Vettel prima o poi sarebbe passato. Anzi: prima di iniziare avevo già pensato al ritiro. Era come una tempesta perfetta, il sistema elettrico era fuori uso e l’ala posteriori mi dava problemi. Dal muretto mi hanno detto di continuare, e in quel momento ho visto Sebastian che arrivava. In un paio di occasioni è andato oltre i limiti, ma io ero lì come frutta matura, prima o poi dovevo cadere». Vettel ha rintuzzato le accuse di Alonso, anche quella di aver usato il Drs in zone proibite («quello che dice Alonso non ha senso») e a sua volta sostiene che a volere “troppo” è stato lo spagnolo. «L’ho pensato due volte alla curva sei – ha dichiarato – Ho provato a passarlo all’esterno, ho messo il musetto davanti, quindi era lui a doversi adattare, ma sono stato io ad attaccarmi ai freni. perché Fernando non ti lascia mai un minimo di spazio».

Di spazio ce n’è poco anche per l’ottimismo, in casa Ferrari, visto il pessimismo ormai cosmico di Alonso sul futuro della Rossa, che a quanto pare per iniziativa di Marco Mattiacci, il sostituto di Domenicali, avrebbe da poco assunto ben dieci ingegneri, ‘soffiando’ anche quattro aerodinamici alla Red Bull, nel tentativo di rifondarsi. «Ho chiesto una netta discontinuità tecnica», ha spiegato il team principal, e a quanto pare fra le teste che pronte a cascare c’è anche quella del capo dei motoristi Luca Marmorini. Mattiacci e Alonso peraltro sembrano pensarla diversamente su molte cose, dal ventilato ritiro in gara, che Mattiacci ha negato, al fatto che il futuro della Rossa abbia come punto fermo la presenza dello spagnolo. Forse il duello di ieri con Vettel era qualcosa più che una battaglia in pista.

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