Nadal-Djokovic, la storia infinita

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E’ una storia infinita, un serial che promette di continuare. La partita di tennis (maschile) più giocata nell’Era open: quella di oggi Fra Rafa Nadal e Novak Djokovic è la puntata numero 42 di una rivalità che ha già sorpassato quelle fra Connors e McEnroe e Connors e Lendl, che contano 35 match ciascuna (da Il Corriere dello Sport). Per arrivare alle 80 sfide fra Martina Navratilova e Chris Evert ce ne manca ancora, ma in fondo Rafa ha 28 anni, Nole uno di meno, di tempo davanti a loro ne hanno. Sul centrale del Roland Garros si incontrano per la 12esima volta in uno Slam, e stavolta la superiorità di Nadal non è così scontata. Negli ultimi due precedenti a Parigi (finale 2012 e semifinale 2013) ha avuto ragione lui, ma la sconfitta incassata dal rivale a Roma ha scosso molte certezze. «Il problema è che non mi sentivo più a mio agio sulla terra», ha ammesso qui a Parigi il n.1 del mondo. «Giocavo, ma era come se qualcosa non s’incastrasse bene. Il problema era soprattutto il diritto: non riuscivo a tirarne fuori colpi vincenti. Mi facevo prendere dall’ansia, e mi muovevo male». A Parigi però è arrivato il clic: «Passo dopo passo, tutto è andato a posto. E nella semifinale contro Murray (vinta in tre set secchi, ndr) il mio diritto ha funzionato molto, molto bene». Attento, Djokovic. Nadal sta progettando di aprire una Academy tutta sua a Maiorca e qui ha palleggiato anche con Duck Lee Hee, un giovane protetto del suo coach Francesco Roig che ha una caratteristica: è sordo. Ieri però per la rifinitura ha scelto il suo vecchio amico Carlos Moya, un ex numero 1 del mondo e un mago della terra. Anche il serbo ieri si è allenato, alla faccia della stanchezza accumulata nel torneo e in semifinale contro Gulbis. Se vincerà per la quinta volta di fila contro Rafa (nei precedenti è sotto 22-19), si riprenderà anche il trono del ranking. Il problema è che negli ultimi Slam non gli è andata benissimo, almeno per uno che nel 2011 pareva imbattibile: sconfitto in 5 set a Parigi proprio da Nadal l’anno scorso, dominato nella finale di Wimbledon da Murray, stroncato sempre da Rafa nel big match di New York, battuto a sorpresa da Wawrinka nei quarti di finale degli Australian Open. Dagli Us Open in poi ha vinto 57 match su 60, ma gli manca l’acuto nello Slam. Un blocco mentale? «Novak si è sbloccato in ottobre Pechino, quando ha dovuto cedere il n.1 – sostiene Patrick Mouratoglou, il guru di Serena Williams – Da allora è tornato ad essere un giocatore aggressivo». Il Cannibale Nadal, oggi, ci dirà se il Joker sa ancora mordere negli Slam.

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