Federer e la voglia di Davis

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«Eh, stiamo cercando di convincerlo tutti…», aveva sospirato al telefono qualche giorno fa Claudio Mezzadri, ex davisman svizzero ed ex n.26 del mondo. Lui era ovviamente Roger Federer, e l’amichevole pressione, confessata anche dal presidente di Swisstennis René Stammbach, riguardava ovviamente la Coppa Davis. L’unico grande trofeo (insieme all’oro olimpico in singolare, in doppio lo vinse a Pechino) che manca alla pantagruelica bacheca del Genio, ma che il Genio pareva ancora una volta deciso a snobbare. Invece oggi è arrivata la notizia, non proprio attesa ma sperata: Federer sarà in campo da venerdì a Novi Sad contro la Serbia per il primo turno della Davis 2014 accanto al neo-campione degli Australian Open, e suo grande amico, Stan Wawrinka. L’ultima volta che aveva risposto alla chiamata della nazionale era stato nel 2012, per un play-off salvezza contro l’Olanda, poi solo “diserzioni” più o meno giustificate, che gli avevano attirato anche mugugni e critiche aperte da parte dei connazionali. A convincere SuperRog a tentare (l’ultimo?) assalto alla Zuppiera probabilmente sono state varie componenti. In primo luogo l’assenza di Novak Djokovic, che dopo la deludente trasferta down under ha deciso di dare forfait. Poi il bisogno di sperimentare, dopo la sconfitta agrodolce agli Australian Open contro Nadal, le direttive del suo nuovo consigliere tecnico Stefan Edberg, che sta cercando con tutti i suoi placidi mezzi di convincerlo ad attaccare di più. E quale occasione migliore per farlo di un match che promette gloria senza richiedere uno stress eccessivo? I serbi si presenteranno infatti privi anche del fresco papà Tipsarevic, con una mezza armata Brancaleone che comprende Lajovic (n.102), Bozoliac (268), l’acerbo Krajinovic (classe ’92) e ‘nonno’ Zimonjic (classe ’76). La vittoria di Wawrinka a Melbourne Park inoltre è la riprova che potenzialmente la Svizzera è la squadra più forte del mondo – ad eccezione della Spagna sulla terra, forse – e il tabellone di quest’anno appare tutt’altro che proibitivo. Insomma l’occasione giusta per Federer di togliere il fastidioso zero nella casellina delle Davis vinte, completare la collezione, e già che c’è dare anche una lucidatina all’argento un po’ impolverato della vecchia signora del tennis.

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