Seppi batte il caldo record

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E’ rimasto freddo in mezzo alla fornace. Nel giorno in cui Melbourne Park ha rischiato il collasso per l’ondata di calore da 42° che ha mandato k.o. Frank Dancevic e indignato Andy Murray («il caldo era atroce, che senso ha giocare in queste condizioni?»), Andreas Seppi, l’altoatesino con il termoregolatore delle emozioni, non si è sciolto (da La Stampa). Ha patito 4 ore e 18 minuti di brividi caldi e di docce fredde,si è fatto rimontare due set ma alla fine ha battuto in cinque set l’idolo di casa Lleyton Hewitt: 7-6 6-3 5-7 5-7 7-5 e un matchball cancellato con un ace che ha surgelato il centrale in orgasmoprecox per il Canguro Mannaro. Andreas del resto è il kenyano del Tour, un maratoneta pallido che l’anno scorso al quinto set ha vinto 7 match su 8. «Tu non sei il solito italiano tranquillo e compassato, vero?», ha scherzato Jim Courier intervistandolo dopo il match, ma Andreas badava a godersi la grande bellezza di una vittoria inedita: «alla fine ho urlato perché non avevo mai vinto un match sul centrale dello Slam. Nei primi tre set il caldo era davvero pazzesco, mi è venuto anche un crampo alla mano, sul matchpoint mi sono detto: stavolta non puoi perdere. E meno male che negli spogliatoi c’è la vasca di ghiaccio». L’anno scorso, dopo un’altra maratona torrida contro Istomin, Seppi si era tuffato nella fontana di Melbourne Park. Ora gli tocca Donald Young, sempre che nei prossimi giorni, con le previsioni che danno il termometro fisso sopra i 40°, si riesca a giocare. Il clima estremo agli Aussie Open non è una novità, nel 2009 fa si restò sui 45° per una settimana intera e proprio per questo Il regolamento prevede laextreme heat policy”, un protocollo che blocca gli incontrisui campi senza tetto quando il mix di temperatura, umidità e vento raggiunge l’algoritmo del rischio. Ma ieri l’umidità era bassa (25%) e così si è burocraticamente andati avanti nonostante nove ritiri (record), la perdita dei sensi di un raccattapalle (soccorso da Gimeno-Traver), il vomito della Peng, la bottiglietta “fusa” sul campo nel match della Wozniacki («era come stare in una sauna”), e soprattutto il crollo shock di Dancevic. «Ho avuto davvero paura a vederlo in terra per dieci minuti», ha detto il suo avversario Benoit Paire. «Non si muoveva, non rispondeva alle domande. Far giocare sui campi 6, 7 e 8, dove non c’è un filo d’ombra, significa mandare al massacro noi tennisti». Dancevic, passata la paura, ha raccontato il delirio: «all’inizio del primo set sono iniziate le allucinazioni: vedevo Snoopy. E’ inumano: per noi, per il pubblico, per lo sport. Ma temo che prima di cambiare le regole ci dovrà scappare il morto». Gli organizzatori si sono giustificati sostenendo che solo alcuni giocatori hanno avuto problemi.«No, giocare con questo caldo è pericoloso per la salute – ha tirato dritto Nadal – voglio sentire l’opinione dei medici». Murray ha lanciato l’appello: «fermiamoci prima che succeda qualcosa di grave». In fondo è tennis, non la Dakar.  

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