2014, un Masters per i coach?

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Che Ivan Lendl abbia saputo trasmettere ad Andy Murray la concretezza e la tigna che gli erano congenite, si è visto: Us Open, Olimpiadi e Wimbledon vinti nel giro di un anno dopo tante stagione passate da “Muzza” a piangere sulle occasioni sciupate sono uno statino di servizio ineccepibile. Se Becker riuscirà a inoculare il suo spirito guerriero in Djokovic, Edberg a rendere il gioco di volo di Federer meno… volatile, Bruguera a irrobustire l’amico fragile Gasquet, o Chang a spiegare a Nishikori come si battono gli immortali, lo vedremo presto Nel frattempo però possiamo divertirci a lanciare una nuova idea, che nasce prorpio dall’epidemia di ingaggi “eccellenti” registrati sul finire del 2013.

Ovvero: perché non organizzare un Masters degli allenatori, da affiancare al Masters vero e proprio che anche nel 2014 andrà in scena alla O2 Arena di Londra? Pensateci. Ipotizziamo, e non si tratta di fantascienza, che alle Atp Finals nel prossimo novembre sbarchino questi magnifici 8: Rafael Nadal, Novak Djokovic, Andy Murray, Roger Federer, Juan Martin Del Potro, Richard Gasquet, Stanislas Wawrinka, Milos Raonic oppure Key Nishikori. In questo caso nel tabellone dei coach avremmo in gara nientepopodimenoché: Boris Becker (per Djokovic), Stefan Edberg (Federer), Ivan Lendl (Murray), Franco Davin (Del Potro), Ivan Ljubicic (Raonic), Michael Chang (Nishikori), Sergi Bruguera (Gasquet) e Magnus Norman (Wawrinka).

Obiezione: ne manca uno, ovvero il coach di Nadal. Be’, Zio Toni ovviamente non può rientrare nel gruppo, ma al suo posto nello staff del numero 1 del mondo possono entrare in campo sia l’allenatore-consigliori Francesco Roig (un ex n.23 del mondo con 9 titoli Atp in bacheca), sia Carlos Costa, un finalista di Roma ed ex top-10. Chissà se è proprio per questo che, a Doha, Roig si è iscritto in doppio con il suo pupillo Rafa… Vabbè, scherzi a parte: come show di supporto un tabellone del genere sicuramente farebbe la gioia dei fans e aiuterebbe a riempire i vuoti di programmazione. Se poi si trattasse di allestire un tabellone di doppio, si potrebbero pescare altri allenatori dal passato agonistico di buon livello: da Altur, neo-coach di David Ferrer, a Ivanisevic che ora segue Marin Cilic, a Gorriz, Vicente, Galo Blanco, Malisse; senza contare i campioni/ottimi giocatori del passato che oggi si sono riciclati come capitani di Coppa Davis: Corrado Barazzutti, Clement, Moya, Arriens, Jaite, Massu, Rafter, Courier, Laurendeau, Navratil, Siemerink, Mecir, Amritraj, Enqvist.

Morale: nel 2014 le “panchine” del tennis costituiranno davvero uno spettacolo nello spettacolo, e una fonte d interesse in più per gli appassionati. Se la garanzia sul futuro di uno sport la fornisce (anche) il suo legame con il passato, il tennis non ha nulla da temere. Auguri a tutti!

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