Interrogando Budapest

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(da italiaracing.net) E’ uno strano campionato, quello che è ripreso in queste ore  a Budapest. Un mondiale che per il momento ha due leader – Vettel e la Red Bull – ma non ancora un padrone. Che potrebbe chiudersi in fretta e riaprirsi in un amen, dominato dalle polemiche sulle gomme e dalle aspettative per il futuro che stanno instaurando uno strano clima, una atmosfera insieme caldissima e rarefatta. La Ferrari è convinta di poter ricucire il distacco con la Red Bull, ma inizia a temere per il nervosismo di Alonso, impelagatosi in una poletica a favore di Pat Symonds – lo voleva a tutti i costi a Maranello – e sempre meno fiducioso nelle capacità di reazione della sua squadra. La Mercedes vuole confermare il suo ruolo di nuova superpotenza ma anche lei deve smaltire le polemiche del caso innescato dalla dichiarazioni di Toto Wolff, la Lotus spinge per continuare a stupire tutti con una vettura decisamente veloce, ma deve combattere anche per riuscire a trattenere Raikkonen, uomo chiave di un mercato già scatenato. La McLaren è alla ricerca di se stessa, la Sauber punta a sopravvivere, un po’ la Williams, la Force India a fare il salto di qualità. E sul futuro di tutti, top-team e squadre più o meno sull’orlo di una crisi finanziaria incombe il destino di Bernie Ecclestone, incriminato dal tribunale di Monaco di Baviera e a rischio default: senza di lui, che F.1 sarà?

Senza trascurare il fatto che dall’anno prossimo i regolamenti cambieranno radicalmente  e quindi molte squadre, dopo l’ Hungaroring, probabilmente decideranno di ridurre lo sviluppo della macchina attuale al minimo per puntare su quella della prossima stagione. Sarà quindi un Gp di frontiera, quello fra presente e futuro molto prossimo, la gara che potrebbe indirizzare il Mondiale verso l’ennesima replica dei successi Red Bull o riaprire la corsa. A Maranello ci sperano, ma con qualche brivido. I test delle nuove Pirelli a Silverstone hanno dato qualche indicazione, più favorevole alla Red Bull che alla Ferrari (che teme di aver perso un vantaggio in gara con il cambio di tipi di pneumatici), anche se Vettel si nasconde dietro un “non è migliorato nulla”. Di sicuro le gomme saranno fondamentali anche a Budapest, dove come spesso succede farà un caldo infernale. Ad approfittarne potrebbe essere la Lotus, la Mercedes teme sorprese visto che è stata bandita dai test di Silverstone. Su un circuito così tormentato sarà fondamentale partire avanti in qualifica e azzeccare la strategia giusta. La Pirelli all’ Hungaroring porterà i Pzero White Medium e i P Zero White Yellow soft, stessa scelta dello scorso anno ma mescole più morbide che dovrebbero risultare più performanti. Il caldo aumenta lo stress per le coperture, ma le velocità non elevate che si toccano sul tracciato magiaro compensano un po’ l’affaticamento, influendo sul degrado. Ma in che modo esattamente è presto per dirlo.

«Per noi sarà l’occasione di testare in gara l’ultima evoluzione dei P Zero che combina la struttura dell’anno scorso alle nuove mescole», ha detto Paul Hembery, direttore del motorsport Pirelli. «Sorpassare all’Hungaroring non è facile, quindi i team cercheranno di utilizzare diverse strategie per guadagnare posizioni e la scelta delle gomme medium e soft va in questa direzione. Sarà fondamentale allargare al massimo la finestra di utilizzo di ciascuna copertura e i nuovi pneumatici sono stati ideati proprio per questo. Si tratterà di azzeccare il giusto set-up dopo le prove con vari carichi di carburante». Aspettiamoci quindi una gara tattica, nervosa. Caldissima in tutti i sensi, per una F.1 paradossale, che sta consumando il suo presente e non vede l’ora di bruciare le tappe verso un futuro che ancora non ha una fisionomia decifrabile.

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