Radwanska il nudo dello scandalo

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Prima ha perso Wimbledon, poi ha smarrito la fede. O meglio: ha smarrito la retta via per seguire le tentazioni del diavolo. Così nel giro di una settimana o poco più Agnieszka Radwanska, polacca, numero 4 del mondo nel tennis è passata dal semi-paradiso dei Championships all’infernuccio delle polemiche sulle foto osée in cui appare come mamma l’ha fatta sul numero che ogni anno il magazine dell’Espn dedica al nudo d’atleta. E che in patria le sono costate l’espulsione da “Krucjata Mlodych”, La Crociata dei Giovani, un gruppo cattolico decisamente puritano che l’aveva eletta propria ambasciatrice nel peccaminoso mondo dello sport-business.

La 24 enne Radwanska nel 2012 è stata finalista a Londra, diventando un icona dello sport polacco. Quest’anno dopo aver perso un match quasi vinto in semifinale con Sabine Lisicki era uscita infuriata dal campo, destando le ire degli integralisti del fair-play. «Cosa dovevo fare, restare lì a ballare?», aveva poi chiesto replicata irritata in conferenza stampa. Nulla, in confronto allo sdegno che la comparsa del suo corpicino da modella era destinato a provocare nel Paese natale di Giovanni Paolo II. Scatti che ai nostri occhi possono sembrare innocenti, ma evidentemente non a quelli dei neo-crociati polacchi. Agnieszka è una ragazza che non fa mistero di essere cattolicissima, fra l’altro in campo ha fatto dei colpi in genuflessione – eseguiti ginocchio a terra per colpire con più efficacia di controbalzo – un marchio di fabbrica. Qualche tempo fa aveva sottoscritto come testimonial una campagna di  “Krucjata Mlodych” intitolata «Io non mi vergogno di Gesù» e pensata per riguadagnare i giovani alla fede. Ma il corpo delle donne, si sa, fa sempre scandalo.

«Se un giorno dovesse sposarsi e avere figli dovrà nascondere quelle foto a suo marito e ai suoi figli», avevano tuonato i circoli cattolici all’indomani della pubblicazione, poi è arrivata la fatwa dell’associazione. «La Crociata della Gioventù prende le distanze dal comportamento immorale (sic) di Miss Radwanska –recita il comunicato ufficiale  – togliendole d’ora in poi il ruolo di ambasciatrice». E Padre Marek Dziewicki ha rincarato la dose: «mi dispiace che chi si dichiara dalla parte di Gesù dimostri poi di pensarla come quelli che badano solo alle apparenze». Un po’ come gli islamisti indiani che tormentarono la sua collega Sania Mirza perché indossava gonnellini troppo corti e si prendeva libertà da “occidentale”. Qualcuno però si è schierato dalla parte di Agnieszka. «E’ una bella ragazza, snella e capace – ha twittato Ryszard Czarnecki, membro del partito conservatore polacco – e voi che la cricate, siete forse gelosi?». Ben cinguettato.

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