Errani, da sorpresa a predestinata

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Le italian girl perdono pezzi, ma non perdono la speranza. Roberta Vinci contro Serena Williams non poteva mettere in campo molto di più: speranza e rovesci in back, e anche se ha rimediato appena quattro game non ha comunque giocato una partita rassegnata contro la Pantera che di questi tempi lascia brandelli di avversarie ad ogni turno. La Leonessa ci ha provato, senza gloria, in una giornata di vento storto contro la Azarenka, Sara Errani aveva decisamente più capitale da spendere, ma anche più da rischiare, contro Carla Suarez-Navarro, e ha vinto la scommessa alla sua maniera. Usando calma e fosforo quando tutto sembrava perso, non smettendo mai di ragionare, di impiegare fegato e cervello quando stomaco e gambe sembravano tradirla. La spagnola gioca un tennis ispirato, classico, manovra un rovescio a una mano tanto splendido quanto arcaico e con un primo set da urlo ieri l’ha messa sotto. Sul 5-5, e 40 pari sul suo servizio si è anche bloccata, piegata da un crampo allo stomaco, da troppa tensione, costretta a ricorrere ad un massaggio della fisioterapista. Si è ripresa, ma il set l’ha comunque perso, è scivolata sotto 4-2 anche nel secondo, a un passo dalla sconfitta. E lì è uscita la Sara numero 5 del mondo, finalista uscente a Parigi, la lottatrice capace di alzare la qualità del suo tennis. Ha ritrovato profondità con il dritto, smontando l’architettura delicata di Carlita, ha rimontato il secondo set e vinto il terzo passeggiando sui rimorsi dell’avversaria. Nella giornata delle rimonte tutte corazon dei “vecchietti” Robredo (31 anni)  e  Federer (quasi 32), capaci di appendersi ad una classe antica per spuntarla al quinto set, la conferma che lo stigma dei campioni è vincere anche nelle giornate di poca vena, di fato dispettoso. Un anno dopo la finale shock dello scorso Sara approda dunque di nuovo nei quarti, stavolta con l’aureola della predestinata, contro Agnizewska Radwanska «Ma io alla finale ancora non ci penso», mente con una dolcezza da bimba spruzzata nell’azzurro degli occhi, e la bugia stavolta è perdonabile.

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