Us Open: montepremi shock da 50 milioni di dollari

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Una bomba verde, fatta di dollari sonanti. Dal 2017 gli Us Open di tennis, la quarta “gamba” dello Slam, aumenteranno il montepremi ad una cifra record di 50 milioni di dollari (38,7 milioni di euro, circa due volte il montepremi dello scorso anno: tanto per capirci a Wimbledon il montepremi 2012 è stato di 18,7 milioni di euro), mentre dal 2015 la finale maschile verrà riportata alla domenica (invece del lunedì). Il comitato che riunisce i quattro tornei dello Slam ha inoltre annunciato di aver aggiunto altri 4.1 milioni di dollari all’aumento già previsto di 4 per l’anno in scorso stabilito a dicembre: una siringata di moneta che porta a 33,6 milioni di dollari (26 milioni di euro) il montepremi complessivo per il 2013, contro i 25,5 del 2012. Alla faccia della crisi. A convincere lo Slam americano a mollare la grana, ormai è evidente, è stata l’operazione di lobby dell’Atp, il sindacato dei giocatori, e soprattutto dei suoi principali esponenti, da Roger Federer a Novak Djokovic. Una specie di “maul” – per usare un termine rugbistico – che da mesi sta esercitando una pressione enorme sui vertici del tennis sia per una migliore redistribuzione dei proventi dei Gran Slam, sia per l’introduzione di controlli antidoping più severi nel circuito. L’ultima riunione fra le parti si è tenuta martedì, con la partecipazione telefonica di Federer. «Non parlerei proprio di pressione», ha dichiarato Gordon Smith, direttore esecutivo dell’Usta, la federtennis americana, «più che altro di discussione animata». La distribuzione esatta turno per turno dei premi non è stata ancora decisa, anche se è stato ribadito che maschi e femmine avranno eguale trattamento, mentre è sicuramente da registare come una vittoria anche il ritorno al format tradizionale dei 14 giorni: dal 2015 le semifinali donne saranno il giovedì, quelle uomini il venerdì, la finale donne il sabato e la finale uomini la domenica, proprio come volevano i giocatori, che avevano già ottenuto l’abolizione dell’antisportivo (ma molto gradito alle televisioni) supersaturday. «Siamo molto soddisfatti della positiva cooperazione con gli Us Open – ha dichiarato Giorgio Di Palermo, membro italiano del board Atp – e come rappresentate dei giocatori sono orgoglioso del risultato ottenuto».

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