Nadal:«Fuentes faccia i nomi»

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Mentre a Jerez i team di F.1 provano i nuovi componenti in vista del campionato 2013, al torneo Atp di Vina del Mar, in Cile, Rafael Nadal dopo il debutto in doppio ha testato il suo ginocchio anche in singolare dopo 7 mesi di stop. L’esito, a giudicare dal 6-3 6-2 rifilato in 92 minuti all’argentino Federico Delbonis (n.128 Atp), è stato positivo. «Mi sento bene, anche se qualche doloretto c’è. Ora si tratta di aver pazienza e giocare più match possibili – ha detto Nadal, che stanotte tornerà in campo per i quarti di finale  – perché in allenamento non puoi metterti alla prova come in partita». Il n.5 del mondo non giocava dallo scorso 28 giugno, quando fu sconfitto al 2° turno di Wimbledon da Rosol e si mise in mutua per i dolori all’articolazione (sindrome di Hoffa). Infilato in una t-shirt lilla e con in pugno la nuova Babolat modificata per dargli ancora più potenza (3 grammi in più e nuovo bilanciamento), Rafa in Cile dopo il match ha commentato anche le notizie che arrivano dal processo al dottor Fuentes in Spagna: «non capisco perché Fuentes non faccia i nomi e perché il giudice non glieli chieda. Per colpa di Armstrong sulla rispettabilità di noi atleti c’è un’ombra. Serve chiarezza e per questo Fuentes deve fare i nomi». Specie dopo le accuse dell’ex capo della Wada Dick Pound sull’utilizzo dell’epo e dell’ormone della crescita nel tennis. Un velo rimane più che altro sul futuro agonistico di Nadal, che con il dolore ai tendini è destinato a convivere. Secondo Bernard Montalvan, medico della federtennis francese intervistato da L’Equipe, a Nadal basteranno due tornei giocati con continuità per ritrovare la piena forma. Il quotidiano francese parla di Indian Wells e Miami, dove però si gioca sul cemento, dannosissimo per le cartilagini del Nino, che infatti ha da tempo indicato chiaramente la stagione sulla terra come il suo vero obiettivo. Non sarebbe una sorpresa, insomma, se saltasse la trasferta americana e puntasse decisamente su Monte-Carlo, Barcellona, Roma e Madrid per tentare poi di conquistare il suo ottavo Roland Garros consecutivo. A quasi 27 anni il futuro di Rafa comunque vada sarà soprattutto rosso. E roseo, si spera.

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