Sport e disabilità, gli Usa vanno veloci

Barack Obama

Barack Obama accelera. Anche nello sport. Il Presidente americano ha appena giurato per il suo secondo mandato e già si vede la mano, la volontà  di un politico deciso a lasciare tracce, nella lotta alla lobby delle armi come in quella per una più facile accesso allo sport da parte dei disabili. Arne Duncan, l’ex cestista oggi ministro per l’ educazione nell’esecutivo di Obama (ha giocato per Harvard e poi nella lega pro australiana per i Melbourne Spectres), ha diramato un ordine esecutivo che impone a tutte le scuole degli Usa di garatntire ai disabili la partecipazione alle ore di educazione sportiva. Una questione di diritti, di civiltà, e anche di pragmatismo tipicamente yankee. Un recente studio del Congresso ha rivelato che nella partecipazione alle lezioni  di sport negli Usa i disabili partivano svantaggiati, mentre l’istaurazione di corsi particolari da parte delle scuole porterà automaticamente alla creazione di nuovi posti di lavoro anche per maestri e istruttori. Sull’argomento ho interpellato, per La Stampa, Alessandro Zanardi, un italiano che conosce benissimo il pianeta Usa, e che sulla questione della pratica sportiva per disabili ha sicuramente idee interessanti da proporre, e riflessioni azzeccate sulla diversa mentalità con cui il problema viene affrontato da noi e dall’altra parte dell’Atlantico.

Alessandro Zanardi, l’ammistrazione Obama accelera sull’integrazione dei disabili anche per quanto riguarda lo sport. Gli Usa ci sorpassano sempre?

«Gli Stati Uniti non sono un Paese perfetto, come dimostrano le notizie che spesso ci arrivano a proposito di stragi nelle scuole. Ma sono davvero il paese delle opportunità. Posso dirlo, perché sono uno di quelli che è partito per l’America con una valigia piena di sogni e ne è tornato con una valigia piena di dollari. Quello che fa rabbia è che con una tassazione decisamente inferiore alla nostra riescano a fare cose che a noi non vengono in mente. Che sia Obama, con tutti i suoi problemi, a peoccuparsi dei disabili, e non noi, un po’ di sangue alla testa lo fa venire».

Eppure in America c’è stata polemica sulla scarsa attenzione che hanno ricevuto le Paralimpiadi.

«Credo sia stata più una questione di nazionalismo che di poca attenzione. Se si fossero disputate negli Usa, le avrebbero trasformate in un grande show».

Come è stata accolta la sua partecipazione al David Letterman Show in cui ha mostrato le protesi in tv?

«Benissimo, ma lì il merito è di David, che è anche un grande appassionato di automobilismo, proprietario di una scuderia. Ero già stato da lui quando correvo nella IndyCar, quando gli hanno chiesto se mi avrebbe invitato se avessi vinto le Palampiadi, aveva replicato che lo avrebbe fatto anche se avessi vinto un pomodoro. Con lui ho un ticket aperto per la trasmissione».

Che cosa si potrebbe fare, concretamente, per rendere più facile in Italia l’accesso allo sport ai disabili?

«Qualcosa si sta già facendo. Io vivo nel Veneto, e quest’anno quando sono andato a fare la banale visita di idoneità sportiva al momento di pagare mi è stato detto che era gratis. Mi sono stupito, e il medico mi ha spiegato che la regione Veneto ha condotto un’indagine da cui è emerso che un disabile che fa sport è una persona più attiva, più felice, e che con i talenti residui di cui dispone può diventare una risorsa per la società. Quindi spendere quei 20 euro per la visita significa risparmiarne molti di più in seguito».

Suggerimenti per il prossimo governo?

«Non mi aspetto che un ministro che in Parlamento ci va con le sue gambe capisca tutti i problemi che affronta una persona nelle mie condizioni. Ma mi aspetto che sia disposto, quando ha tempo, ad ascoltare chi può spiegargliele. E’ tempo che chi governa in Italia si faccia ispirare dal buonsenso, non dal consenso. Siamo in un periodo difficile, certi sacrifici sono giusti e non bisogna sprecarli, però vorrei che sull’agenda del governo prima o poi finissero anche i problemi non solo dei disabili, ma anche dei giovani, dei disoccupati, degli anziani».

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