Qualifiche o rebus?

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Nell’ultimo anno in MotoGP è mancato lo spettacolo. Non lo diciamo noi, lo dicono tutti, e la colpa essenzialmente delle moto e della crisi economica che limita la competizione fra le grandi case e ha costretto all’inserimento delle CRT. Secondo la Dorma un po’ di rensponsabilità era anche del format delle qualifiche, che infatti da questa stagione cambieranno. Ok, giusto, va bene. Ma sentite come funzionerà il nuovo sistema: i tempi delle quattro prove libere (due il venerdì e due il sabato contro le tre dell’anno scorso) determineranno i dieci migliori piloti che si giocherano la pole, nella cosidetta QP 2. Gli esclusi, dall 11° posto in giù, si affronteranno invece nella QP1 con in palio gli ultimi due posti della QP2. I migliori 12 tempi della griglia saranno quindi stabiliti dalla QP2, mentre dal 13° posto in giù varranno i tempi della QP1, con esclusione dei due saliti in QP2. Sarà anche un sistema spettacolare, ma non si poteva scegliere qualcosa di più semplice? E siamo davvero sicuri che il bene (anche quello televisivo) dello sport passi sempre attraverso una moltiplicazione, spesso sterile, delle sessioni (e quindi dei costi)? Un po’ di semplicità in più forse servirebbe a sfrondare l’inutile e a rendere più comprensibile ciò che succede in gara anche a chi non va in tribuna con la calcolatrice e le istruzioni per la visione.

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