Grande sfida o Grande Noia?

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La Grande Sfida, un anno dopo e con protagoniste diverse, è stata ancora una volta un successo di pubblico. Oltre 9000 spettatori, circa 360 mila euro di incasso. Pare, si dice (ma non è certo, intendiamoci) che Maria Sharapova abbia chiesto da sola un onorario di 300.000 euro, e che molti biglietti siano stati venduti a prezzi popolari per garantire l’ottimo colpo d’occhio. Ma giudicare se si sia trattato di un successo economico è un compito che spetta agli organizzatori, che comunque potevano contare su un prestigioso portfolio di sponsor. Agli spettatori professionisti come noi toccano altre valutazioni. La prima: evidentemente Milano ha davvero fame di grande tennis, e ci auguriamo che come è nelle speranze di tutti si riesca prima o poi – il 2015, data dell’Expo, potrebbe essere un appuntamento importante ma anche un pericoloso boomerang – a riportare un torneo Atp o Wta al Forum. Il tennis italiano quest’anno ha ottenuto importanti affermazioni, ma a livello di eventi resta legato al solo appuntamento degli Internazionali di Roma. Nel 1982 avevamo 8 – dicasi 8 – tornei Atp, nel ’93 ancora 7. Oggi uno solo. A livello di tornei minori siamo sempre in testa in quanto a numeri assoluti, con 16 Challenger organizzati davanti ai 15 degli Stati Uniti e ai 12 del Brasile, ma rispetto al 2010 ne abbiamo persi 12. E comunque sia Usa sia Francia sia Spagna a livello di circuito maggiore stanno decisamente meglio di noi. La seconda: nelle esibizioni l’agonismo conta poco o punto, lo show moltissimo. E al Forum sabato scorso di show se ne è visto pochino. Sharapova, Ivanovic, Errani e Vinci sono grandi tenniste, e le nostre due anche ragazze molto simpatiche, ma non hanno l’”x factor” che fa di un atleta anche uno showman (o una show-woman). Djokovic lo è, ad esempio, e anche Roddick. Nadal e Federer molto meno. Le esibizioni, più o meno ben organizzate possono essere importanti per colmare il vuoto di tennis vero, per dare ai giovani e a chi non ha chance di assistere ai tornei che contano la possibilità di sbirciare qualche campione da vicino. Ma non possono sostituire i tornei. Il pubblico di Milano è di palato fine, persino troppo considerato che ha contribuito ad estinguere un appuntamento glorioso come l’indoor di Milano, che pure aveva tenuto a battesimo fior di campioni, Federer compreso. Un rilancio possibile per la prossima Grande Sfida sarebbe portare grossi calibri del tour maschile (si parla di due top-ten e dei due migliori italiani), ma alla lunga un evento magari anche molto glamour, magari molto “spinto” da alcuni media (quelli coinvolti nell’operazione), ma povero di contenuti tecnici e abborracciato come spettacolo, rischia di sgonfiarsi, di trasformarsi in una grande noia. La vera Grande Sfida, per l’Italia del tennis, è tornare ad ospitare grandi tornei.

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