Una corsa in bianco

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Frankie Dettori è caduto di sella, ma non per colpa di un cavallo. Il fantino più celebre del mondo è risultato positivo alla cocaina durante un controllo anti-doping lo scorso settembre a Longchamps, ed è stato squalificato per sei mesi dalla commissione medica del galoppo francese. Una tegola caduta in un periodo cruciale per la carriera del 41enne jockey, vincitore di oltre 500 corse, nato a Milano, figlio d’arte di Gianfranco Dettori ma ormai inglese di adozione (vive nel Suffolk con la moglie Chaterine e cinque figli) e insignito del prestigioso MBE  nel 2000 da Elisabetta II. Dettori infatti da poco ha sciolto il contratto che da 18 anni lo legava alla Godolphin, la più famosa scuderia del mondo, di proprietà  dello sceicco Mohammed Al Maktoum, e nel 2013 dovrebbe correre da indipendente. In cerca di nuovi allori, ma con meno certezze alle spalle. «Sono stato uno stupido – ha ammesso Dettori – e voglio scusarmi con tutti coloro che ho deluso, i miei amici, i mie fan e soprattutto mia moglie e i miei figli. Ed è proprio per loro che ora punto solo a ricostruire la mia carriera e la mia reputazione negli anni a venire».  La dannazione dei fantini, si sa, è il peso: per combattere la bilancia e aumentare la concentrazione in gare pericolose e faticose come quelle del galoppo c’è chi assume diuretici, chi fa uso di stimolanti, chi si aiuta con la cocaina. Una sostanza con cui Frankie ha già flirtato in passato. Nel 1993 fu trovato in possesso di una piccola quantità di cocaina dalla polizia inglese. «Niente a che fare con il doping – si era giustificato due anni fa – era solo la bravata del ragazzo stupido che ero allora». In una intervista alla BBC però Dettori ha anche ammesso di aver preso «lassativi, diuretici, Lasix, insomma di tutto», prima che le sostanze venissero ufficialmente bandite nell’ippica. «I fantini – dice Sandro Donati, massimo esperto italiano e mondiale di doping – sono come i piloti di automobili: oltre a pesare poco devono avere coraggio e “capire” il cavallo. Non credo che un costruttore di F.1 metterebbe la sua vettura nelle mani di un cocainomane. Nell’ippica non ci sono costruttori, però…». Però ci sono le scuderie. E anche se la rottura con la Godolphin per molti era dovuta alla difficile coabitazione fra il veterano Dettori e il giovane  talento francese Mickael Barzalona, il dissidio potrebbe essere nato da opinioni divergenti sul tipo di “alimentazione”. Dettori, che specie in Inghilterra è una celebrity assoluta, proprietario di un ristorante a Londra e di una linea di cibi congelati, peraltro non ama sentirsi ricordare l’età: che nel 2003 piantò un programma di quiz della BBC perché un concorrente gli aveva chiesto quando avesse intenzione di ritirarsi. Da allora si è ributtato anima e corpo nelle corse. Ma forse, alla ricerca dell’immortalità agonistica, ha stretto un patto troppo stretto con la farmacia.

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