Ecclestone, l’addio è vicino?

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Forse la fine dell’Era Ecclestone in Formula 1 si sta avvicinando davvero. Un periodo iniziato in maniera soft a metà degli anni ’70 e trasformato in dittatura quasi assoluta a partire dal 1995, quando la Fia concesse alla FOM di Bernie i diritti televisivi della massima serie automobilistica Mondiale. A far calare il sipario sull’uomo che ha creato la F.1 moderna e che ha un patrimonio stimato di 2,8 miliardi di dollari però non sarà la venerabile età – 83 anni a fine ottobre  2013 – ma il processo in corso in Germania nel quale il manager inglese è accusato di aver pagato una tangente di 44 milioni di dollari nel 2006 al banchiere tedesco Gerhard Gribkovsky perché “oliasse” la vendita al fondo di investimento CVV della quota diritti della F.1 allora in mano alla Bayerische Landesbank (48%).

«Se il tribunale tedesco decidesse di perseguirmi, sarei out – ha dichiarato il Supremo al Daily Telegraph – perché ovviamente quelli della CVC dovrebbero scaricarmi». Sul capo di Ecclestone non è ancora stata formalizzata un’accusa precisa, e lui si è sempre difeso ammettendo sì di aver pagato Gribkovsky, ma negando che si trattasse di una tangente: sarebbe stato invece il frutto di un ricatto dello stesso banchiere, che lo avrebbe minacciato di rivelare al fisco inglese alcuni dettagli poco comodo da giustificare a proposito di alcune operazioni compiute da Ecclestone attraverso le sue società off-shore.

Anche se la proprietà della F.1 è oggi nelle mani della CVC Ecclestone ha conservato i suoi ruoli operativi nella FOA, nella FOM e nella FOCA; si comporta come il padrone delle ferriere e non fa passare giorno senza esprimere pubblicamente i suoi diktat e le sue scomuniche, tanto che recentemente si è attirato pesanti critiche da Luca di Montezemolo. «Se Bernie finirà sotto accusa – ha dichiarato il presidente della Ferrari – credo che sarà il primo a fare un passo indietro. Il suo one-man-show in F.1 ormai non può più continuare». Alcuni tentativi di metterlo fuori gioco sono stati fatto in passato, nel 2011 il duo John-Elkann-Rupert Murdoch aveva annunciato la scalta alla F.1 ma l’assalto si era poi rivelato inconsistente.

Più preoccupanti, per Ecclestone, sono le manovre sottotraccia del board della CVC, che dopo lo stallo della prevista quotazione in borsa della F.1 aveva incaricato il cacciatore di teste Egon Zehnder di stilare una lista di possibili successuri del Supremo. Sono stati fatti i nomi del presidente della ISG (la ditta che ha finanziato la costruzione del nuovo stadio di Wembley), Ian Todd, e qualcuno ha buttato lì anche quello di Christian Horner, attuale team principal della Red Bull. Molto, o tutto, dipenderà dall’esito del processo tedesco.

 

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